La fatica dei numeri primi
Perché l’America di Barack Obama è così cauta, a tratti ondivaga, sulle rivoluzioni arabe? C’è chi sostiene, come l’Economist, che soffre della “sindrome dell’Iraq”, prefigurata nel 2005 dal professore Mueller su Foreign Affairs, e non vuole più avventurarsi in azioni unilaterali. C’è chi sostiene, come Richard McGregor sul Financial Times, che non vuole più fare il poliziotto del mondo perché sente l’“intervention fatigue”. C’è chi sostiene che l’America è in declino, che lo è da sempre, anche i padri fondatori sentivano già aria di decadenza.
21 AGO 20

La retorica declinista è un sempreverde, ed è ancor più vigorosa nel giorno in cui la Cina annuncia un aumento delle spese militari – il 13 per cento in più – quando l’America tira la cinghia e taglia un po’ su tutto. Ma poi ci si accorge che il mondo oggi cerca la libertà, combatte per la libertà, insegue il principio fondante degli Stati Uniti. Una superpotenza è super per questo, anche se oggi deve faticare per dimostrarlo.